Targhe originali per veicoli storici

Targhe originali per veicoli storici

Targhe originali per veicoli storici

Targhe originali per veicoli storici: la legge Salvini

La legge Salvini 2024 sulle targhe dei veicoli storici: modalità di richiesta, vantaggi, requisiti e come ottenere la targa originale per auto e moto d’epoca.

Targhe originali per veicoli storici: la nuova legge Salvini è realtà

Per gli appassionati di veicoli d’epoca: grazie alla nuova normativa fortemente voluta dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, è finalmente possibile riottenere le targhe originali per auto e moto storiche.

Cosa prevede la legge per le targhe storiche?

Il provvedimento consente ai proprietari di veicoli storici immatricolati in Italia prima del 1989 di richiedere la reimmatricolazione con la targa d’epoca originale, corrispondente a quella assegnata al momento della prima registrazione.

Chi può richiedere la targa originale?

  • Veicoli storici con prima immatricolazione ante 30 giugno 1989
  • Veicoli già iscritti a un Registro Storico (ASI, FMI, Registro Fiat, Alfa Romeo, ecc.)
  • Veicoli che avevano perso la targa originale per reimmatricolazione o demolizione

Come funziona la richiesta?

La pocedura è semplice:

  1. Preparare documentazione del veicolo (libretto, certificazione storica, ecc.)
  2. Inviare richiesta alla Motorizzazione Civile
  3. Sostenere i costi (bollo, spese pratiche, rilascio targa)

La targa verrà riprodotta con lo stile grafico e materiale originale, come in origine.

Vantaggi dell’adozione della targa storica

  • Maggiore valore collezionistico
  • Restauro filologico completo
  • Agevolazioni assicurative e fiscali
  • Accesso a eventi e concorsi di regolarità storica

Quando è entrata in vigore?

La normativa è già attiva da gennaio 2024. Puoi trovare la modulistica aggiornata sul sito del Ministero dei Trasporti o presso le sedi della Motorizzazione.

Targa nera, bianca o gialla? Ecco cosa puoi scegliere

A seconda del periodo storico dell’immatricolazione, puoi richiedere:

  • Targa nera con caratteri bianchi (anni ’50-’70)
  • Targa bianca con banda azzurra (anni ’80)
  • Targa gialla per motocicli storici

La normativa rappresenta una grande opportunità per i collezionisti e per chi vuole restituire autenticità al proprio veicolo storico. Grazie all’intervento del Ministro Salvini, ora è possibile riportare sulla propria auto la targa originale, rispettando identità e storia.

Per quanto riguarda le Targhe Europee contattaci sul nostro sito targhestore.eu e ti scriveremo il prima possibile.

Targhe Estere-nuova legge in Italia

Cambiate le regole sulla circolazione per le auto con targa straniera, c’è il rischio di una corsa ai veicoli immatricolati all’estero per risparmiare sulle imposte.

Dal 21 marzo scorso, infatti, è entrato in vigore il Pubblico Registro Veicoli Esteri (REVE).

Grazie al REVE, si potrà finalmente dare una stretta definitiva ai ‘furbetti’ delle multe, coloro che circolavano con auto immatricolate all’estero, per scansare le contravvenzioni che quasi mai venivano pagate, a causa delle difficoltà a notificarle, ma che oggi vengono contestate direttamente all’utilizzatore del mezzo.

Targhe estere: cosa dice la legge oggi?

Dopo le modifiche al Codice della Strada, apportate dalla Legge n. 238 del 23 dicembre 2021, entrate in vigore lo scorso 21 marzo 2022, tutti gli autoveicoli, motoveicoli e rimorchi immatricolati all’estero circolanti in Italia dovranno essere iscritti al REVE, il Pubblico Registro dei Veicoli Esteri. I cittadini stranieri che prendono la residenza italiana, inoltre, saranno obbligatoriamente tenuti a immatricolare in Italia i veicoli di loro proprietà già immatricolati all’estero, entro 3 mesi dall’ottenimento della residenza.

Ai cittadini stranieri residenti all’estero, invece, sarà consentito circolare in Italia con veicoli immatricolati all’estero per la durata massima di un anno. Infine, i conducenti residenti in Italia ma non intestatari dei veicoli (come ad esempio locatari, leasing o noleggio, comodatari, ecc.), oltre al documento di circolazione estero saranno tenuti ad avere a bordo del veicolo un documento di data certa sottoscritto dall’intestatario del veicolo, dal quale sia possibile stabilire a che titolo e per quanto tempo utilizzeranno il veicolo nelle loro disponibilità.

Targhe estere: cos’è cambiato

Il cambio della normativa, semplifica la vita di chi guida un’auto estera in Italia con disposizioni certe, ma per alcuni potrebbe essere anche un fattore alternativo per sopperire all’assenza di incentivi governativi per l’acquisto di un nuovo mezzo. Noleggiare o acquistare un veicolo in leasing potrebbe risultare più conveniente rivolgendosi a società con sede in Paesi stranieri dove vigono tassazioni più basse. Oggi, infatti, è sufficiente avere a bord un documento con data certa sull’inizio della disponibilità del veicolo straniero, ed eventualmente, aver registrato la vettura al REVE.

In questo scenario, enti come Città metropolitane e Regioni, rischiano concretamente di vedere ridursi il gettito fiscale derivante dalle immatricolazioni dei veicoli e bollo auto, oltre che dalle imposte di bollo. Il 31 marzo è scaduta la deroga concessa all’Italia dall’Unione Euoropea in merito alla limitazione della detraibilità solo al 40% dell’Iva sull’acquisto dei veicoli nuovi, fatto che penalizza fortemente chi acquista una nuova auto nel nostro Paese.

Ancora non è chiaro se al Belpaese sarà concessa una nuova proroga, ad ogni modo, se ciò dovesse accadere, non sarebbe del tutto da escludere il rischio di assistere a una fuga delle immatricolazioni verso altri stati membri dell’Unione, in cui l’Iva è più bassa rispetto all’Italia e dove sono in vigore un numero più ampio di benefici fiscali, sia in fase d’acquisto, sia per ciò che concerne il mantenimento dell’auto (in particolar modo se aziendale).

Aziende e professionisti potrebbero trovare ancora più vantaggioso rivolgersi a società di noleggio e leasing estere, anziché nazionali, generando ricadute negative non solo sul fisco, ma anche nei confronti di altri operatori del settore, come concessionarie e società di noleggio.

Moto d’epoca e targa

Moto d’epoca: si potrà mantenere la prima targa di immatricolazione?

Consentire ai collezionisti l’utilizzo della targa della prima immatricolazione è un modo per venire incontro a questo mondo spesso dimenticato, sebbene siano migliaia le richieste avanzate in tal senso alla Motorizzazione civile.

Con l’approvazione di un nostro odg al Dl Semplificazioni sarà possibile apportare modifiche al Codice della Strada per consentire ai cittadini l’immatricolazione dei veicoli di interesse storico con l’utilizzo della targa della prima iscrizione al P.R.A., ovvero ottenere una targa nel formato e nella grafica del periodo storico di costruzione o circolazione del veicolo”. Lo affermano i deputati leghisti Massimiliano Capitanio, firmatario dell’ordine del giorno approvato alla Camera, e Giovanni Tombolato e il senatore leghista Stefano Corti.

Una norma che, se enterrà nel testo unico (nel quale sono già state inserite moltissime modifiiche al Codice della strada), permetterà ai possessori di veicoli d’epoca di non dover reimmatricolare il veicolo con una nuova targa, e addirittura di poter ottenere una targa con formato e numeri corrispondente a quello dell’epoca della moto stessa.